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 Dragonball SP

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MessaggioTitolo: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeSab Feb 16, 2008 4:28 pm

Penso che posterò Dragonball SP anche qui...
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Evil Crusader

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MessaggioTitolo: Re: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeLun Feb 18, 2008 1:40 am

Bravo, non vedo l'ora! ^_-
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MessaggioTitolo: Re: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeGio Mar 06, 2008 7:28 pm

Ops! SP! Ora posto il primo capitolo.. scusatemi... geek
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MessaggioTitolo: Re: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeGio Mar 06, 2008 7:28 pm

LA FRUSTRAZIONE DI VEGETA

Vegeta camminava lentamente nel buio, sentendo la pioggia battere sulla sua testa. Non vedeva niente davanti a sè, solo le gocce che cadevano con violenza sul terreno sottostante. Era vestito solo con una tuta nera smanicata, i suoi stivaletti e i suoi guanti bianchi, ma non aveva freddo e non lo infastidiva l’umidità dell’aria. Continuava a camminare senza meta, fissando il vuoto. Improvvisamente vide una luce davanti a sè e inizio a correre come un pazzo per raggiungere quel piccolo quadratino luminoso che si faceva sempre più grande man mano che si avvicinava. Non pensava a niente, correva e basta. Improvvisamente, a pochi metri dalla fonte della luce, rallentò e riprese a camminare. Dopo qualche secondo si accorse che essa era causata dalle aure di due individui dai capelli biondi e dagli occhi azzurri, attorno ai quali baluginavano delle scariche elettriche. Il primo era alto e vestito con una tuta arancione, mentre il secondo era più basso e vestito con un gilet aperto e dei pantaloni bianchi. Emettevano una potenza spaventosa ed entrambi lo guardavano con aria di sfida. Vegeta continuò ad avvicinarsi, finché improvvisamente i due individui davanti a lui non emisero un grido simultaneo e espansero la loro aura. Il sayan si coprì gli occhi per qualche secondo e quando tolse il braccio dal viso nel buio brillavano due aure ancora più forti e luminose delle precedenti e i due individui avevano dei capelli più lunghi e folti. Provò ad avvicinarsi ancora, ma i due portarono indietro le braccia e iniziarono a caricare un colpo. “Kamehame...” Vegeta espanse la sua aura e si trasformò rapidamente in supersayan di secondo livello per prepararsi a parare l'attacco, ma i due avversari erano molto più forti di lui... “HA!” gridarono all’unisono e due raggi di energia partirono verso il principe dei sayan, che cercò invano di proteggersi incrociando le braccia. Fissò un ultima volta i due avversari dai capelli d’oro, poi cadde all’indietro.

Un grido squarciò la notte all’interno della Capsule Corporation. Bulma interruppe i suoi lavori nel laboratorio e corse di sopra, in camera da letto, dove Vegeta stava urlando a squarciagola. “Che succede? Vegeta!” gridò scuotendolo. Lui smise di gridare e cercò di rallentare il suo respiro affannoso. “Papà, cosa succede?” Il piccolo Trunks, il figlio di Bulma e Vegeta, era sbucato nell’ingresso della stanza e si stava stropicciando gli occhi assonnati.
“Niente. Non succede assolutamente niente. Ora lasciatemi in pace.”
Detto questo il principe dei sayan si alzò dal letto e uscì dalla stanza, dirigendosi verso la sua stanza d’allenamento.

Qualche ora dopo, lontano da lì, una donna urlava furiosa: “Gohan, muoviti! Oggi hai una verifica a scuola, non devi fare tardi!”
“Calmati, Chi Chi!” rispose una voce assonnata “Se per caso facesse tardi potrei portarlo io a Satan City con il teletrasporto, no?”
“Ti pare il modo di abituare nostro figlio? Dargli tutte le comodità possibili?”
“Eccomi mamma, sono pronto!” esclamò un ragazzo scendendo le scale.
“Oh Gohan! Finalmente! Vai, forza, corri!”
“Vado subito! Ciao mamma! Ciao papà!” salutò il sayan uscendo dalla porta e iniziando a volare a tutta velocità verso Satan City.
“Per fortuna che non è come te, Goku... Lui un po’ di puntualità ce l’ha!” esclamò Chi Chi rimproverando il marito.
“Suvvia tesoro, non esagerare... Comunque vado a prepararmi anch’io, oggi voglio andare al palazzo del supremo a salutare Junior e Dende!” rispose il sayan troncando la conversazione.
“Va bene, va bene...” sospirò Chi Chi prima di pensare “Inutile illudersi! Non cambierà mai!”

Intanto Vegeta era seduto per terra, con la schiena appoggiata al muro, nella sua stanza d’allenamento all’interno della Capsule Corporation, riflettendo sul suo incubo notturno: “Continuo a sognare quei maledetti supersayan di terzo livello ogni notte... Kakaroth e Gotenks... Mi sembra di essere tornato ai tempi in cui, non riuscendo a trasformarmi in supersayan, non riuscivo a togliermi dalla testa le immagini di Kakaroth e Trunks... Perchè non riesco a raggiungerli? Mi alleno ogni giorno duramente, non mi lascio un attimo di riposo... ma non basta... Perché?” Il sayan, frustato, si alzò e si diresse verso la porta, fuori dalla quale lo aspettavano Goten e Trunks.
“Vi aspettavo... E’ l’ora del nostro allenamento”
“Iniziamo subito?” chiese Goten impaziente.
“Certo. Non voglio perdere un attimo di tempo” rispose Vegeta facendo entrare i due ragazzi nella stanza. Poi si mise in posizione di combattimento e aspettò che anche loro fossero pronti.
“Pronto?” fece Trunks all’amico.
“Pronto!” rispose Goten.
“FU...SIO...NE!” gridarono all’unisono compiendo la danza Fusion.
“Eccoci qui Vegeta... Gotenks il magnifico è arrivato!” esclamò il ragazzo nato dall’unione fra i due sayan, lo stesso che Vegeta aveva sognato quella notte, con lo stesso gilet aperto e gli stessi pantaloni bianchi.
“Sei pronto?” chiese Vegeta senza far caso alla superbia dell’avversario.
“Io sono nato pronto!” rispose prontamente Gotenks.
“Lo vedremo!” gridò Vegeta partendo all’attacco con un pugno.
Gotenks evitò l’attacco e si alzò in volo, dove lui e il principe dei sayan iniziarono a scambiarsi colpi formidabili. Lo scontro era alla pari e ognuno dei due combattenti riusciva a fermare quasi tutti gli attacchi dell’altro. Improvvisamente i due si divisero e aumentarono la loro aura, trasformandosi con un grido in supersayan.
“Basta con il riscaldamento!” gridò Vegeta attaccando Gotenks con rinnovata potenza con un Ki Blast, prontamente respinto al mittente dal ragazzo. Il principe dei sayan però non ne fu per niente turbato e, schivato il colpo, si spostò a velocità incredibile dietro il suo avversario per bloccargli il busto con una morsa micidiale. Gotenks però non si lasciò catturare e scivolo via per allontanarsi rapidamente e prepararsi al suo prossimo attacco.
“Lo scontro è interessante, come sempre” pensò Vegeta. Erano ormai mesi che lui e la fusione fra Trunks e Goten si allenavano insieme per diventare più forti. Forse era anche per questo che non riusciva a togliersi dalla testa il supersayan di terzo livello, ma pensava che vederlo quasi tutti i giorni non potesse che essergli utile. Voleva raggiungere Kakaroth, e ci sarebbe riuscito ad ogni costo. Per questo fissò il suo avversario negli occhi e tirò fuori tutta la sua potenza, preparandosi ad affrontare Super Gotenks di terzo livello.
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MessaggioTitolo: Re: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeDom Mar 09, 2008 9:09 pm

0 commenti? Vabbè, in fondo l'avevate già letto... Passo al secondo...
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MessaggioTitolo: Re: Dragonball SP   Dragonball SP Icon_minitimeDom Mar 09, 2008 9:26 pm

UNA MISSIONE PER MAJIN BU

Gohan era appena uscito da scuola e stava per tornare a casa quando fu raggiunto da Videl: “Scusa Gohan, vai di fretta?”
“No, dimmi tutto!”
“E’ che mi appena chiamato la polizia per una rapina... Mi hanno chiesto di intervenire... Vieni anche tu?”
“Si, ti darò una mano” rispose il ragazzo guardando la sua fidanzata premere un bottone del suo orologio da polso per far apparire il costume di Great Sayagirl.
“Come sto?” chiese lei alzandosi in volo.
“Sei bellissima, come sempre. Ora andiamo”

Nel frattempo all’interno della Capsule Corporation l’incontro fra due formidabili guerrieri infuriava: essi erano Vegeta e Gotenks, entrambi allo stato di supersayan di secondo livello. Dopo poco più di dieci minuti di combattimento a quel livello erano entrambi esausti.
“Complimenti” biascicò Vegeta “Hai imparato a padroneggiare bene lo stato di supersayan di secondo livello...”
“Grazie...” rispose Gotenks “Dopo l’incontro con Majin Bu mi sono reso conto che avevo bisogno di poter combattere con una forza intermedia fra quello che avevo sotto forma di supersayan, troppo debole, e quella che avevo sotto forma di supersayan di terzo livello, che faceva diminuire notevolmente la durata della fusione. Così l’unica soluzione è stata imparare a trasformarmi in un supersayan di secondo livello. Ma a quanto pare contro di te non basta: siamo alla pari”
“Già... La tua forza non può aumentare più di tanto se allo stesso tempo non aumentano anche quelle di Trunks e Goten, che si allenano certamente meno di me”
“Si, questo è vero... Ma, come tutte le altre volte, tu sei esausto e io ho ancora un asso nella manica da giocare: il supersayan di terzo livello”
“Si tratta solo di resistere pochi minuti per me... Ormai hai quasi terminato il tempo a tua disposizione per ridurmi in questo stato... E tu non sei in condizioni migliori”
“Lo so... Infatti è giunto il momento di trasformarmi!” esclamò Gotenks espandendo la sua aura e liberando tutta la sua potenza. Si piegò su stesso lanciando un urlo furioso e poi improvvisamente distese ogni muscolo del suo corpo dando sfogo a tutta la sua energia. I suoi capelli si allungarono e si infoltirono, mentre le sue sopracciglia scomparvero, dandogli un’aria più scimmiesca: si era trasformato in supersayan di terzo livello.

Mentre lo scontro fra Gotenks e Vegeta raggiungeva il suo apice al Palazzo del Supremo Junior era seduto a gambe incrociate e cercava di concentrarsi... Lontano, molto lontano, stava succedendo qualcosa di strano... Un’aura insolita era apparsa... Doveva concentrarsi di più per percepirla al meglio e capirci qualcosa... Dende e Popo erano dietro di lui, immobili, e aspettavano che interrompesse la sua meditazione. Tutto era calmo e silenzioso.
“Ciao Junior!” esclamò Goku, appena teletrasportatasi alle spalle dei presenti, facendoli sobbalzare.
“COME TI VIENE IN MENTE DI ARRIVARE COSI’???” gridò Junior col cuore che gli batteva all’impazzata.
“Ehm... Scusatemi... Hehe” rispose Goku sorridendo “Costa stavi facendo di bello?”
“Meditavo... Sto imparando a percepire ogni singola aura del pianeta, anche la più debole... E così facendo ne ho trovata una più forte del normale... E mi è sembrata anche parecchio malvagia...”
“Ma quant’è forte? Mi piacerebbe tanto avere un nuovo avversario con cui battermi!”
“Calmati, Goku... Non raggiunge neanche il mio livello penso...”
“Ah, allora non è un granchè...”
“CHE COSA?” Junior lanciò un’occhiataccia a Goku e chiuse gli occhi riniziando a meditare.
“Se vuoi posso andare a dare un’occhiata col teletrasporto...”
“No, no, tranquillo. Ci ho già mandato qualcuno” rispose Junior sorridendo.
“Chi?” domandò Goku.
“Qualcuno a cui è bastato dire che stanno organizzando una sagra della caramella...” disse Junior con una risatina.

“Dove sarà questa sagra della caramella? Uffa, quell’uomo verde mi ha detto che ci sarebbe voluto poco! Uffa, uffa, uffa! Mr.Satan mi ha anche detto di tornare a casa presto per non farlo preoccupare... E io non voglio che Mr.Satan si arrabbi... No, no”
Majin Bu stava sorvolando il deserto da ormai quasi un’ora per trovare la sagra della caramella promessagli da Junior, ma non aveva ancora trovato nulla e ne era abbastanza deluso. Finalmente però vide una strana costruzione circolare: “Uh! Forse è lì che è stata organizzata la sagra della caramella!” pensò Majin Bu scendendo in picchiata davanti alla porta dell’edificio “Vediamo se c’è qualcuno...”
“Intruso! Intruso!” fece una vocetta meccanica.
“Ehi, chi ha parlato?” domandò sorpreso Majin Bu.
“Intruso! Intruso!”
“Ma dove sei? Ah, sei tu robottino!” esclamò l’amico di Mr.Satan scorgendo un piccolo corpicino che si muoveva su dei cingoli avanti e indietro “Sai per caso dov’è la sagra della caramella?”
“Intruso! Intruso!” ripeté il robot entrando dentro l’edificio attraverso una piccola botola nella porta.
“Ehi, io da lì non ci passo... Vorrà dire che userò un’altra strada...”
Majin Bu si allontanò di qualche metro e con un Ki Blast fece saltare in aria la porta per poi entrare all’interno dell’edificio.
“C’è nessuno? Robottino, dove sei?”
“Intruso! Intruso” continuò a dire il robot scappando verso una porta dall’altro di un corridoio.
“Ehi, aspettami!” esclamò Majin Bu sempre più contrariato iniziando a seguirlo.
Quando il robot raggiunse la porta essa si aprì rapidamente mostrando il suo interno: una stanza buia e di dimensioni sconosciute, in cui entrò subito seguito da Majin Bu. Dopo il passaggio dei due, la porta si chiuse, intrappolandoli dentro.
“Ehi, dove siamo? Dove mi hai portato?”
Improvvisamente si accese una luce e l’intera stanza fu illuminata a giorno: era circolare, con un soffitto a cupola, nero come le pareti e il pavimento. C’erano, compresa quella da cui erano entrati il robot e Majin Bu, quattro porte di metallo, tutte chiuse.
“Ma che posto è questo?” domandò il povero Majin Bu.
Come in risposta alla sua domanda una porta si aprì e apparve una figura alta e snella.
“Chi sei? Il presidente della sagra della caramella?” domandò ancora l’ingenuo amico di Mr.Satan tentando di scorgere l’essere appena entrato nella stanza, ancora quasi completamente nel buio. Esso allora uscì allo scoperto, mostrando di essere un robot di colore grigio, dal corpo abbastanza semplice, ma ben fatto: al posto di ogni arto aveva due tubi metallici non troppo larghi con in mezzo una piccola sfera che aveva funzione di gomito o ginocchio e le mani e i piedi erano sostituiti da dei fori larghi quasi quanto i tubi, di cui Majin Bu non comprendeva la funzione. Il busto era composto da un’unica lastra di metallo e sorreggeva una strana testa, anch’essa a forma di tubo, ma senza fori e con due piccolo occhi metallici ai lati e una grata metallica circolare con la funzione di bocca. Nel complesso era una creatura splendida, l’apoteosi della meccanica robotica.
“Il mio nome è Cyder... E non raggiungerai il mio padrone!”
Chi sarà il nuovo arrivato? Sarà lui l’essere di cui parlava Junior? E chi è il padrone di cui parla? Forse un nuovo nemico giunto a disturbare la momentanea pace sulla Terra?
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